Il Kaizen, che rappresenta tanto un sistema sociale quanto un processo industriale, si trova al centro della filosofia della qualità e implica l'uso dei Circoli della qualità, ovvero piccoli gruppi di lavoro, per analizzare e fare proposte volte al miglioramento dei propri compiti lavorativi.
Nel suo libro "Kaizen", tradotto in inglese nei primi anni '80, Masaaki Imai descrive i concetti del miglioramento continuo che stanno alla base dell'approccio alla qualità.
L'introduzione in Giappone della filosofia del miglioramento continuo è attribuita a W. Edwards Deming, pioniere americano nel campo della qualità. Il lavoro di Deming portò alla formazione di piccoli team di lavoratori, supervisori ed esperti, denominati in seguito Circoli della qualità, che, oltre a svolgere attività di problem solving, miravano a migliorare l'efficienza e la qualità del lavoro.
L'idea fu sviluppata da molte aziende giapponesi, in primo luogo Toyota, e i Circoli della qualità ebbero una parte molto importante nel miracolo economico giapponese.
Mentre molte aziende occidentali si basano sulla nozione di un miglioramento che procede attraverso diverse fasi, il Kaizen è esattamente l'opposto. Alla lettera, il termine significa "avanzamento graduale" o "cambiamento marginale". Attraverso miglioramenti molto graduali ma continui, il Kaizen punta a conseguire un cambiamento in continua evoluzione, cioè non rivoluzionario, da cui la sua denominazione di miglioramento continuo.
Questi valori portano a credere fermamente che sono i singoli lavoratori i veri esperti per quanto riguarda il loro lavoro, e quindi che sono loro a sapere meglio di chiunque altro come analizzarlo e migliorarlo.
E' questa la base di un sistema che incoraggia gruppi di lavoratori a proporre, verificare e mettere in opera suggerimenti per perfezionare il lavoro. A tal fine è essenziale che i lavoratori siano consapevoli del fatto che i manager terranno in considerazione e, se possibile, sosterranno i loro sforzi volti a migliorare i processi lavorativi.
L'intera nozione di Kaizen è fondata sulla filosofia giapponese dei miglioramenti marginali continui. Ora, forse, il pendolo sta oscillando all'indietro, verso il modo di pensare occidentale e verso l'idea del "balzo in avanti". E' interessante notare il fatto che il ritmo attuale del cambiamento significa che larga parte delle imprese high-tech venute alla ribalta negli ultimi anni seguono un approccio all'innovazione molto più rivoluzionario, favorendo il "cambiamento discontinuo" rispetto al "miglioramento marginale".
Secondo Nicholas Negroponte del MIT: "il peggior nemico dell'innovazione è il marginalismo"